autore: Manuela Cavallari
Il cosiddetto “linguaggio dei fiori” era un’arte molto conosciuta, una volta, specialmente nell’ambito dell’aristocrazia.
Sicuramente la Regina Elisabetta II ne era bene a conoscenza. In quest’ottica i due cuscini di fiori posati sulla sua bara, uno di fiori bianchi ad Edimburgo e l’altro di fiori colorati a Westminster, possono essere letti come veri e propri discorsi, delicati e poetici.
E’ noto che ogni dettaglio della cerimonia funebre per le esequie di Elisabetta II, dalla composizione del corteo alle decorazioni, dagli ospiti alle letture, è stato scelto personalmente dalla sovrana quando era ancora in vita. Perciò anche i cuscini di fiori posti sulla sua bara sono stati corrispondenti alle volontà della regina.
Il cuscino di fiori bianchi visto nella cattedrale di Edimburgo ci parla di un delicato omaggio alla Scozia.
I fiori sono stati raccolti nei giardini della tenuta di Balmoral, per tutta la vita della sovrana la sua dimora preferita.
Il cuscino era formato da rose (uno dei simboli del Regno di Inghilterra) ma anche da rametti di erica bianca. L’erica è simbolo della Scozia tanto quanto il famoso cardo. Una leggenda scozzese narra che l’erica bianca nasca solo su terreni dove non sia mai stato versato sangue in battaglia.
Presenti anche molte dalie, che simboleggiano la gratitudine e, se bianche, l’impegno reciproco.
Spiccavano poi i tanti fiori di sweet pea, che simboleggiano proprio partenze e addii, ma sono anche un segno di ringraziamento. Tra l’altro, è il fiore di chi nasce nel mese di aprile ed il compleanno della regina Elisabetta era appunto il 21 aprile.
E’ bello pensare che la scelta di questi fiori sia stato un ultimo messaggio di affetto della regina a quella parte del suo Regno che amava così tanto.
Nel giorno delle solenni esequie a Londra, invece, la bara della regina Elisabetta II è apparsa decorata da un grande cuscino di foglie verdi e fiori colorati, rosa, rossi, oro, porpora, bordeaux e con qualche elemento bianco, richiamando i colori dello stendardo reale.
Tutti questi fiori e arbusti sono stati raccolti nei giardini di Buckingham Palace, Clarence House e Highgrove House, residenze che la regina amava molto.
Si dice che siano stati colti personalmente da re Carlo III.
Tra l’altro, su richiesta del Re, da sempre molto attento all’ecologia, la corona è stata realizzata soltanto con materiali sostenibili e nessun elemento in schiuma sintetica o plastica, con un nido di muschio e rametti di quercia a sostenere i fiori.
E’ insolito che un cuscino funebre sia così colorato e vario ma questa evidentemente era la scelta di Elisabetta stessa, come ogni altro dettaglio.
La regina amava le tinte squillanti nel guardaroba e aveva una passione per la vita di campagna e per il giardinaggio. Visitando il Chelsea Flower Show, in una delle numerose occasioni, la regina disse una volta che, sebbene non fosse la migliore giardiniera, alberi e fiori erano sempre stati una vera fonte di piacere nella sua vita.
Ogni diverso fiore e arbusto di questo cuscino, da parte sua, riveste un preciso e coerente valore simbolico:
tante rose, simbolo dell’Inghilterra, e che, nelle sfumature del rosso e del rosa, rappresentano passione e affetto, amicizia e grazia;
ramoscelli di rosmarino, per il ricordo amorevole;
foglie di quercia inglese, che indica la forza dell’amore;
il mirto, antico simbolo di amore coniugale, dichiaratamente colto dalla stessa pianta che lo fornì per il bouquet delle nozze della Regina con l’amato Filippo più di 70 anni prima;
il pelargonio profumato, indicante eccentricità ma anche devozione e amicizia;
il sedum, simbolo di forza e resilienza;
l’ortensia autunnale, che simboleggia l’amore unico e sincero;
dalie colorate, che rappresentano la gratitudine e l’eleganza;
la scabiosa, fiore grazioso e inusuale, dal significato non così evidente, che forse, per le sue proprietà medicinali, potrebbe fare riferimento alla “salute del Regno”, così come alle proprietà taumaturgiche degli antichi regnanti. O forse anche, secondo il suo poco conosciuto significato floreale, simbolo di ‘amore triste’, ‘amore infelice’, un’ammenda, chissà, agli errori compiuti per ‘troppo amore’ verso il suo primogenito Carlo.
Infine, un ospite inaspettato e di buon augurio.
Spuntato dai fiori del meraviglioso cuscino, per tutta la cerimonia un piccolo ragno scuro ha passeggiato indisturbato avanti e indietro, inquadrato in mondovisione, camminando anche sul biglietto di Re Carlo III alla mamma defunta.
La sua presenza non è passata certo inosservata. Centinaia i commenti su giornali e social in cui si ricorda non solo che il ragno è simbolo di buon auspicio ma anche che Elisabetta, considerando il suo amore per gli animali, si sarebbe certo divertita nel vedere questo piccolo ospite inatteso del suo funerale.







