Impressioni: la Peonia

autore: Daniele CROTTI

(già pubblicato su Rivista Orticola)

“C’era una volta un giardiniere, che lavorava nel giardino dell’imperatrice ed era considerato uno dei più abili del regno. Un giorno, durante una passeggiata nel bosco, il giardiniere incontrò una fata che gli donò un piccolo bulbo dicendogli:
“Da questo bulbo nascerà la regina di tutti i fiori; nessun altro fiore potrò superarla in bellezza. Però, dovrai prendertene cura con pazienza”.
Il giardiniere ringraziò la fata e prese il bulbo che gli era stato donato, lo sotterrò nel giardino della sua casa e raccontò a tutti che aveva ricevuto in dono il fiore più bello del mondo.

Dal bulbo crebbe una piantina minuta, con qualche foglia verde e nessun fiore; il giardiniere se ne prese una gran cura, ma la pianta non produsse nemmeno una gemma. Tutti quelli che passavano davanti al suo giardino gli chiedevano: “Dov’è il fiore più bello del mondo?” e il giardiniere, chinando il capo, indicava la pianticella.
“Crescerà, crescerà!” rispondeva ai passanti con aria rassegnata.

Presto gli abitanti del paese cominciarono a ridere del giardiniere e della sua pianta che non cresceva. “Magari non è un giardiniere così bravo come si dice. Altrimenti troverebbe il modo di far crescere quella pianta”.
Il giardiniere dapprima si arrabbiò con se stesso per aver raccontato a tutti di quella pianta, poi si arrabbiò con la pianta che non cresceva e non fioriva, infine si stancò: una notte la dissotterrò e la sostituì con un bel rosaio che aveva appena acquistato.

Stava per bruciare la piantina insieme alle erbacce ma si fermò, perché era pur sempre il dono di una fata. Il giorno dopo regalò la piantina al suo apprendista, senza dire una parola sulla sua provenienza.
L’apprendista sistemò la pianta nel suo piccolo giardino, sul retro di casa, e si prese cura di lei giorno dopo giorno. Passarono i mesi, poi gli anni e quella piantina cresceva di pochi centimetri ogni anno e non accennava a fiorire; ciononostante, il ragazzo non gettò la spugna e continuò ad annaffiarla e a strappare le erbacce intorno a lei.

Dopo un inverno particolarmente freddo, quando la neve si sciolse, l’apprendista giardiniere vide la pianta piena di boccioli e quando il sole la riscaldò, i boccioli si aprirono rivelando i fiori più grandi e più eleganti che il ragazzo avesse mai visto.

Quella pianta era la peonia e non c’erano fiori belli come i suoi nei giardini dell’imperatrice, né in nessun altro giardino del regno. La peonia crebbe diventando alta e folta, e fiorì in quell’umile giardino per altri cento anni, divenendo ogni volta più bella.”

Peonia,
petalo a petalo
palpiti,
ti apri,
ti ricomponi.

Ogiwara Seisensui

Nella mitologia greca Peon, medico degli dei e allievo di Esculapio, curò Plutone da una ferita usando proprio radici di peonia. Il dio, per ringraziarlo, donò a Peon l’immortalità trasformandolo in un fiore: la peonia.
I suo nome potrebbe derivare dal latino e significherebbe, appunto, “pianta che risana”; le sue radici erano infatti utilizzate in medicina.

La peonia è sinonimo di stima, rispetto, nobiltà, eleganza ed un augurio per una lunga vita.

In Oriente è simbolo di fortuna e di un matrimonio felice.

In Europa è detta anche rosa senza spine ed è simbolo delle storie d’amore romantiche.

Peonie, rose esagerate, rose
dionisiache, rose in guardinfanti,
rose superbe simili ad infanti
che si specchiano in differenti pose.
Odalische che ignude e voluttuose
prendono il bagno, tra gli specchi astanti
uguali a grandi eunuchi non curanti,
nei vasi di maioliche preziose.
Rose incinte di rosso (oh ombelicato
ventre d’estasi). Il loro lieve odore
dà come il sentimento di frescure
d’un languido crepuscolo rosato
dopo la pioggia, quando canta un gallo,
o d’un placido specchio di cristalli.

Corrado Govoni

Crostatine con pere e caprino

(pubblicata su Rivista Orticola)

Ingredienti:

  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 200 g di caprino
  • 1 pera
  • 4 noci

Preparazione:

Ricavate dalla pasta sfoglia dei dischi di circa 7-8 cm di diametro.
Tagliate la pera a fettine sottili.
Con ogni disco foderate uno stampino per muffin. Bucherellate la base con una forchetta.
Farcite la sfoglia con il caprino.
Aggiungete le pere e le noci.
Cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 15-20 minuti.
Lasciare raffreddare prima di servire.

Sfogliatine con stracchino e pere

(pubblicata su Rivista Orticola)

Ingredienti:

  • 1 rotolo di pasta sfoglia rotondo
  • 150 g di stracchino
  • 1 pera
  • 40 g di noci
  • parmigiano grattugiato

Preparazione:

Srotolate la pasta sfoglia e ricavate otto spicchi.
Disponete sugli spicchi: lo stracchino spalmato, delle fettine di pere spesse circa mezzo cm, le noci sbriciolate e un po’ di parmigiano.
Cuocere in forno preriscaldato ventilato a 180° per 15 o 20 minuti.
Si può conservare in frigo ben chiuso per un giorno.